lunedì 15 ottobre 2018

Rinascimento

Il termine "Rinascimento" è connotato nel Cinquecento e indica quel complesso periodo in cui si assiste a un profondo rinnovamento in tutti i campi.



Si tratta di una fase in cui si manifesta negativa considerazione del Medioevo, bollato come un'età di transizione, priva di vero valore culturale.



Gli intellettuali dell'epoca si riallacciano idealmente ai grandi filosofi della Grecia: lo studio rigoroso dei testi classici è concepito come un funzionale processo pratico degli uomini
Le lezioni degli antichi servivano da stimolo per una nuova sintesi filosofica, basata sulle risorse intellettuali e morali umane e sulla conoscenza scientifica.



Nel concetto di Rinascimento quindi emerge con maggior forza l'idea secondo cui la cultura classica si offre come stile di vita e si diffonde per raggiungere la società civile.



Il Rinascimento per avendo sempre come centro l'Italia si irradia anche in Europa come in Francia, nei Paesi Bassi e in Germania. Proprio in Germania si sviluppa un componente fondamentale della rinascita spirituale dell'età moderna ossi la Riforma protestante.



Con l'Umanesimo si verifica una vera e propria riscoperta di Platone, cui le opere vengono conosciute grazie alla traduzione in latino. 



Nella disputa tra platonici e aristotelici si evidenzia la contrapposizione tra due diversi orientamenti culturali:

-se i platonici sono interessati sopratutto a una rinascita spirituale e religiosa e vedono il platonismo l'espressione più altra della religiosità antica, 
-gli aristotelici trovano nei testi di Aristotele uno stimolo per l'approfondimento della ricerca razionale e naturalistica.
I centri geografici di queste corresti sono: Firenze per il platonismo e Padova per l'aristotelismo.






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