lunedì 5 novembre 2018

Galilei

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Galileo Galilei nasce a Pisa nel febbraio del 1564 ed è uno dei protagonisti indiscussi della rivoluzione scientifica.

Il metodo scientifico di Galilei è caratterizzato da due elementi fondamentali

1-l'osservazione rigorosa dei fenomeni naturali 

Il filosofo parla in questo caso di sensate esperienze, ossia di esperienze compiute mediante i sensi, che rappresentano il momento induttivo della scienza;

2-l'uso delle ipotesi e del calcolo matematico

Il filosofo qui identifica con le <<necessarie dimostrazioni>>, si tratta delle ipotesi elaborate mediante un procedimento di deduzione logico-matematico, che hanno compito di prospettare in maniera teorica la soluzione dei problemi fisici, riuscendo a spingere l'indagine oltre il terreno dei fenomeni osservabili.

Un ulteriore momento del metodo scientifico è costituito del cimento, cioè la verifica sperimentale delle intuizioni delle ipotesi.

Il metodo galileiano si basa su un presupposto teorico di fondo: la struttura matematica del cosmo. Da questa visione consegue l'idea che occorre spogliare lo studio della natura di ogni considerazione di carattere qualitativo e soggettivo (le qualità soggettive), per cogliere soltanto i rapporti quantitativi (le qualità oggettive).

Alla base del nuovo metodo galileano c'è una serrata critica al "principio di autorità", ossia all'abitudine di richiamarsi all'autorità della Chiesa e della tradizione.

Il sapere tradizionale è accusato da Galileo di "essenzialismo" e "finalismo":

essenzialismo perché ricerca senza dei fenomeni naturali
finalismo perché considera le parti che compongono la natura fisica come orientate all'utilità dell'uomo.

Secondo Galileo tra ragione e rivelazione non c'è conflitto, ma separazione di competenze, in quanto esse riguardano due ambiti differenti, con due linguaggi diverse, anche se riconducibili all'unico disegno del creato.











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